GRAZIANA PE’: THE BLACKBAICAL RACE UN GARA IN SIBERIA

La mia testa è già lì”. Graziana Pè, atleta The North Face e nostra ambassador è pronta per la sua prima grande avventura, The Black Baikal Race, 260 miglia attorno e attraverso il lago Baikal, in Siberia, gara che si svolgerà dal 3 al 9 marzo. 
Graziana, che solo poche settimane fa ha vinto la Sila 3vette, ha iniziato la sua preparazione a novembre, seguita dal suo coach Eros Grazioli e affidando la parte fisioterapica a Stefano Punzo. 
 
 
Come hai impostato la tua preparazione?
Ai miei soliti allenamenti settimanali ho aggiunto uscite lunghe nei week end, dove ho ricercato le condizioni che troverò in Siberia: neve, ghiaccio, freddo. Ho trascorso notti in tenda a temperature basse e ho provato anche l’esperienza di dormire sulla neve solo con un sacco a pelo. Ho quindi testato la pulka, la slitta che trainerò per tutta la gara con il materiale di sopravvivenza, all’inizio non senza difficoltà, poi superate.
 
Perché una gara in un ambiente freddo e ostile?
Perché è  sempre stato il mio sogno.  Ho sempre seguito queste imprese estreme e ogni volta che guardavo le foto e leggevo  i racconti di questi atleti pensavo che anch’io avrei voluto partecipare ad una simile avventura. Quando Riccardo Ghirardi, l’organizzatore di questa prima edizione della The Black Baikal Race, mi ha proposto di partecipare alla gara ho accettato subito.
 
 
Secondo te, quali saranno i problemi principali che dovrai affrontare?
Sicuramente la gestione del freddo, perché nonostante gli allenamenti specifici in montagna, da noi non si raggiungono mai le temperature estreme siberiane. Ho studiato ogni minimo particolare per non trovarmi impreparata. Parto con materiali tecnici di ottima qualità, supportata dal mio team The North Face e da Gialdini Brescia. Sarà una grande avventura che arricchirà la mia esperienza. Sono sicura che mi farà vivere momenti indimenticabili.
 
A poche settimane dalla partenza, qual è il tuo pensiero?
Ho voglia di partire. La mia concentrazione è al massimo.
 
Ph. credit Fabio Banfi