RACCONTI: STEFANO UN POETA TRA NOI

Non sono un biker…

neppure un trailrunner, non sono stato un climber, neppure uno snowborder o un alpinista, non sono un ambientalista… anzi quello forse si 
Sono un outdoorer. Si sono questa cosa qui.
Non esiste la parola? Bene la invento io. Outdoorer!
Torno ora da un giretto in bici, mi sto preparando per una roba a giugno e riflettevo quando 25 anni fa circa, io e il mio amico John Tomac ci allenavamo assieme. Si ok, lui negli States io qui, lui vinceva nello stesso anno il primo Campionato del mondo DH e il campionato XC con la sua Raleigh con Manitou da 35 e ruota Tioga lenticolare, ma eravamo amici dentro… o io almeno ero amico suo.
Poi mi hanno rubato fuori dall’oratorio la mia Specy Rockhopper Sport con Suntour X1 “in cromolibdeno” color senape e niente… finito l’idillio. Avevo venduto lo scooter per comprarla.
Sognavo le gare di dh perché il tipo con cui giravo che poi è entrato nel team Scott mi ha detto: “sai che sei forte in discesa… non ti sto mai dietro”.
Ho comprato lo snowboard. Imparato da solo, volevo scendere dal Golem. Non ero ancora “capace fess”. Mai avevo visto nessuno fare backcountry. Boh. Caricato tavola sulle spalle, ciaspole e via. “net endoè con ché laur le?” mi dicevano gli scialpinisti fighi al redentore. Che figata. Nel tempo e con la mia tecnica self-made mi son divertito con ALeMonti tra cantieri, diavoli e pizzoccheri e con Paolo ad Alagna e spesso da solo… Come quella volta, 3 giorni prima dell’ultimo. Risotto notturno nella mia mitica Polo variant verde nel parcheggio della funivia di LaGrave. Solo. Pioggia che neppure in Indonesia con i monsoni. Giorno dopo. Nulla.. Casa. Passando per il Tonale però..
Tempo prima cominciai ad andare a camminare in montagna. Poi corso di introduzione all’alpinismo Ugolini. Non mi bastava. Vedevo le pareti e ho voluto provare.
Due tre cinque sette volte in falesia, poi Gianluca mi dice: andiamo a fare Dottor Goretex e Mister pile in Salarno con Carlo. Vieni? Hahahahahaha ok. Dormito al cimitero degli elefanti, mi sono poi fermato sulla cengia a metà via a dormire. Per me era troppo quella roba in quel momento. 3 orette circa da solo sulla cengia a pensare che era un figata sta storia.
Sono tornato anni dopo con Paolo in Salarno a fare Granitomachia, con l’ultimo tiro sbagliato e 40mt di nulla sulla placca. Che figata. Abbiamo provato per 2 weekend, partiti dopo lavoro il sabato sera alle 9 e al terzo non pioveva e zac.. figata!! Meno quando l’ho obligato ad andar a provare Mani di Fata in Val di Mello. “ehm.. sono fermo” “salgo io” “ehm.. torniamo indietro va…”
La prima cascata in assoluto è stata Durango. Freddo del menga, fatica a pacchi, usciti col buio. Ero talmente sballato che volevo sciogliere i nodi delle corde con il caffellatte che avevo nel thermos… Fausto mentre ci allenavamo per il Ravasio due anni fa, lo raccontava ancora a tutti… che rider.
Mi allenavo a correre in montagna, 16 -17 anni fa. Si perché, a scalare non sono mai stato forte, ma almeno non restavo indietro quando Fausto e Gianluca battevano traccia negli avvicinamenti. Ziopò…se andava Fausto. Anche ora… puttanis. Merito suo se ho finito il Ravasio. Gare non esistevano quasi.
Nel 2003 credo, io la mia mitticca Scott FX25 ci siamo presi tenda e fornellino e ci siamo fatti 3 giorni in Gaver da soli. Stupendo. A parte essere esploso dopo un salto scendendo dai pratoni sotto il Goletto. Pheeeega che male! Ho ancora la cicatrice della corona sotto il polpaccio dx. Tornato alla tenda zoppicando. Fuoco, cena, dormito, tornato a casa dolorante. Avevo un sorriso totale però.
Spesso andavo in montagna da solo. Trek, scarpette boulder qua o la. Dove trovavo sassi. Poi tornavo a casa.
Dormire guadando le stelle in quota è affascinante. Non riesco a prender sonno. Ho paura di perdermi qualcosa di più bello di quello che sto vedendo quel momento.
Se mi chiedete che sport faccio, credo che vi risponderei adesso “faccio outdoor”. Si, sono un outdoorer…
Non mi importa se ho le scarpe da trail, la bici, la tavola, le picche o le scarpette… a me importa di poter a volte prendermi del tempo per star in montagna. Da solo lo prediligo tra l’altro.
Non sono mai stato bravo o forte in una disciplina. Mi piace averlo fatto. Poi se ero da secondo sulla Piovra in Vallunga, chissene… quel giorno con Donato mi son divertito un casino.
Essere in cima alla Guglia di Golorize è stata un figata. Isili è un posto magico. Chissene se facevo solo 6b e mia semper. Mi son divertito. Ultimo al Ravasio? Si, ma che figata ragazzi il numero 1 in 16 ore. Il viaggio per prepararlo? Stupendo. Non ho mai saputo saltare con la tavola, ma ho sempre urlato di gioia mentre scendevo in fresca. Mi son pure rotto un braccio, frattura di Colles, a saltare ad una prova tavole SantaCruz… ho ancora il polso strano.
Si va a periodi. Non importa se non hai uno sport specifico o una passione specifica. Va in base all’esperienza che vuoi fare.
Non serve essere bravo a far qualcosa. Importa farlo.
Chissene se non fai il 7b o vai in montagna sempre o spesso da secondo. Basta che ti stai divertendo.
Ho 3 sogni nel cassetto: PTL, bikepacking alle Lofoten, Kermesse Folk all’Aiguille Rouge de Triolet.
Probabile non ne farò ne uno ne l’altro, ma sognare non costa nulla.

Stefano Serena