L’outdoor in aiuto al disagio giovanile

Lo sport è sempre stato proposto come valida soluzione, ma purtroppo, con il passare del tempo, ha perso questa capacità per il fatto che nella scala dei valori è stato messo al primissimo posto il risultato. Spesso oggi non si fa più sport per sfogarsi, per sentirsi vivi ed in forma; avendo esasperato la competizione tutto diventa lecito per raggiungere l’affermazione e spesso barando anche con se stessi.

La ricerca del proprio limite viene falsata da artifici innaturali. Fare sport è oggi troppo impegnativo, per farne parte, devi impegnarti in modo totalitario, spesso sottoponendoti a forti stress fisici e psichici. Questo porta tanti ragazzi ad allontanarsi dallo sport attivo relegandosi nelle curve degli stadi dove sfogare, a volte in modo incivile, la loro esuberanza.

Voler fermare il fenomeno della violenza nel calcio con restrizioni e condanne è solo un palliativo. Importante è capire la voglia di ideali insita nei ragazzi Concetto base è che l’ultrà del calcio usa comportamenti delittuosi non per beneficio economico personale, ma motivato dalla “fede” verso una maglia ed un vessillo calcistico; questo è un “ideale”, assurdo, vacuo, infantile, ma sempre un ideale. L’ ideale è quello che portò tanti giovani ad indossare la camicia nera del fascismo, che ha portato i loro figli in piazza nel momento della contestazione giovanile e che ha armato la mano dei brigatisti negli anni di piombo.

E’ quindi insito nelle giovani generazioni la necessità di credere in qualche cosa. La giovane età è foriera anche di voglia di trasgressione che dà quel senso di fare qualcosa di unico, originale e personale, andando contro le regole stabilite. I giovani di oggi sono passivi nei confronti della vita; aspettano che siano le situazioni a gestire il loro futuro e preferiscono vantaggi immediati che non investire nel futuro. Sono ubriachi di libertà, non sono in grado di capire quali sono i limiti, tutto è permesso nulla è vietato. Non avendone coscienza, non sono in grado di accettare e capire le restrizioni; ogni regola diventa un sopruso e non viene letta come necessaria per una giusta convivenza. Cosa fare per soddisfare in modo educativo alle aspettative dei giovani?

Forse basta una cosa: ridare loro la capacità di sognare. Sogno, progetto ed esperienza è un iter che è l’essenza della vita.

Sogno: il desiderio di qualcosa a cui credere ed il cui raggiungimento possa gratificare

Progetto: tutto ciò che si fa per poter realizzare il proprio sogno

Esperienza: quello che si ricava, soprattutto in termini umani, dalla realizzazione del sogno.

Ritengo che la fase “progetto” sia la più importante e motivante. Alzarsi ogni mattina ed avere un pensiero dedicato alla propria aspettativa, aggiungere tutti i giorni un mattoncino alla costruzione del nostro sogno ci danno la carica, ci fanno sentire vivi, ci stimolano, ci danno forza e soprattutto ci motivano. Qualsiasi sia il sogno che potrebbe essere legato ai sentimenti, al lavoro, alla famiglia, al prestigio personale ecc. Aiutare i giovani a sognare, a credere al raggiungimento delle loro aspirazioni è oggi determinante per una sana crescita della società.

Esistono attività sportive in grado di essere la palestra ideale per formare il carattere e sono quelle legate al mondo dell’outdoor. Sono quelle attività, che si praticano in ambiente naturale, senza fini di competizione, ma per il solo piacere di farle. Permettono scarico di adrenalina, aiutano la socializzazione e soprattutto sono utili per conoscere se stessi ed i propri limiti. Sono sports in cui falsare o forzare i risultati non ha alcun senso perchè il proprio rivale è sé stessi.

Non esistono esclusi dato che tutto è proporzionale; i sentimenti e le sensazioni provate sono uguali nel rispetto dei fattori difficoltà/fatica/preparazione fisica. L’avventura, la voglia di conoscere e scoprire, capire il piacere della fatica e del sacrificio per il raggiungimento di un obbiettivo potrebbero aiutare i giovani a crescere ed a ritrovare il loro protagonismo spesso annullato dal così detto “branco”.

Attività quali l’arrampicata, il trekking, l’alpinismo ecc. aiutano a conoscere se stessi, condizione base per focalizzare e poi raggiungere un obbiettivo. Sono questi sport la cui formula è quella del raggiungimento di un punto (sogno) attraverso uno sforzo fisico, ( progetto) per il raggiungimento di una soddisfazione (esperienza).