QUEI PAZZI DEL VERDON – R31

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Marca: VERSANTE SUD
 

Descrizione

QUEI PAZZI DEL VERDON
autore Bernard Vaucher, Trad. Anna Maria Foli
editore Versante Sud

La leggenda racconta che Livanos, venuto in perlustrazione attraverso il sentiero Martel, vide solo pareti troppo lisce per essere scalate. Questa osservazione ha fatto sorridere. Sicuramente il Verdon richiedeva un nuovo spirito, unito alle pazzie tipiche della giovinezza. E non dimentichiamo che un itinerario doveva portare a una cima. Una bella scalata non basta per consacrare una via, per quanto grandiosa essa sia. Il Verdon richiede un approccio diverso, completamente nuovo, cioè scendere al fondo di una gola per poi risalire su un pianoro.

Lanciarsi in quella zona di calcare compatto, completamente vergine, compreso tra le Dalles Grises e la rampa in cui passa la Marcelin, una creazione di Bouscasse e Tanner, a sinistra, era una sfida maledetta! Solo la fantasia e la sagacia di Pschitt potevano farcela. Con quella barba da profeta, non è difficile immaginare Pschitt come un capitano Achab all’inseguimento di Moby Dick, con il perforatore al posto dell’arpione per colpire la gobba del capodoglio Pichenibule. …

“Vi è una meraviglia senza eguali in Europa”, affermava Edouard Alfred Martel, agli inizi del secolo scorso.

Pilastri vertiginosi, fessure che solcano placche di roccia perfetta tempestate di gocce di ogni dimensione, piccoli boschi sospesi sopra uno smeraldino impetuoso fiume. Ecco il Verdon, paradiso dei climber di tutto il mondo.

In questo libro, che è un po’ anche la storia di una banda di amici, Bernard Vaucher racconta, attraverso i suoi ricordi personali e le testimonianze dei protagonisti, l’epopea di uno dei luoghi simbolo dell’arrampicata moderna: dalle prime esplorazioni avvenute durante gli anni sessanta fino alla comparsa dei mutanti dell’arrampicata sportiva: Fawcett, Berhault, Moffatt, Edlinger…

Ma c’è qualcosa di più… e proprio questo rende la cosa interessante. Perché questo sito e questa “banda di illuminati” alla fin fine hanno contribuito in modo stupefacente e imprevisto alla trasformazione dell’arrampicata mondiale. Ridurre completamente il percorso di avvicinamento, usare prevalentemente nut di provenienza anglosassone, lasciare le vie attrezzate… Le basi dell’arrampicata sportiva sono nate tutte qui.

L’autore, sfruttando la sua esperienza frutto di oltre quarant’anni di assidua frequentazione spalla a spalla coi protagonisti delle imprese più importanti, ci guida attraverso le pulsioni, gli umori, le polemiche, i drammi e i cambiamenti, tracciando un affresco rigoroso ma al tempo stesso ironico di questo laboratorio e luogo mitico per tante generazioni di arrampicato

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