ATTRAVERSATA E CONCATENAMENTO DEI DESERTI di M’Hamid el Ghizlane nell’antica terra delle tribù nomadi di “Taragalte”

Una nuova sfida per Stefano Miglietti. A sei anni dall’ultima impresa, il runner
bresciano si rimette in marcia e, ancora una volta, risponde al richiamo del deserto.
In novembre attraverserà a piedi gli erg sahariani nell’antica terra delle tribù nomadi
di Taragalte, nel sud-est del Marocco, 550 km in uno degli ambienti più ostili del
pianeta. Sarà una prova estrema, ancora una volta al limite delle possibilità umane.

Gambe, testa, cuore
A Stefano serviranno tutte tre. Gambe per affrontare 550 km di Sahara, tra dune di
sabbia e plateau rocciosi che richiedono una perfetta preparazione atletica.
Testa perché a nulla valgono i muscoli se mancano la motivazione e la capacità di
trovare le risorse mentali necessarie per andare avanti anche quando le energie
sono agli sgoccioli.
Cuore perché lo spirito che anima ogni impresa di Stefano, al di là del risultato
sportivo e della performance atletica, è sempre quello: la voglia di mettersi in gioco,
la ricerca di sé e dei propri limiti, l’amore per la Natura, il rispetto per Madre Terra e
l’essenzialità dei suoi ambienti più estremi, siano essi le dune dei deserti più
inospitali o i ghiacci polari.
E anche perché, come tutte le avventure di Stefano, anche questa avrà un
significativo risvolto benefico.

Il runner
Classe 1967, padre di tre figli, imprenditore, un passato da rugbista, Stefano
Miglietti, bresciano residente a Monticelli Brusati, in Franciacorta, da anni alterna
traversate sahariane a competizioni estreme nei luoghi più freddi del pianeta.
Il primo impatto di Stefano con una long distance in ambiente estremo risale al
febbraio 2003, quando si piazza al quinto posto alla Susitna 100, 160 km tra i
ghiacci dell’Alaska. Nel dicembre dello stesso anno attraversa a piedi, primo uomo
al mondo, il deserto libico del Murzuq, 380 km e un dislivello totale di oltre 12.000
metri. I Tuareg lo battezzano «Rajil cra», l’uomo che corre. Nel 2005 vince la Yukon
Arctic Ultra nei ghiacci del Canada, così come avviene nel 2007, quando con
l’amico Chicco Ghidoni stabilisce il record assoluto della gara, percorrendo in 5
giorni e 6 ore l’intero tragitto della categoria 300 miglia. Stefano entra così nella
storia delle long distance estreme.
Poi arrivano altre imprese nei deserti. Nel gennaio 2006 è il primo uomo ad
attraversare a piedi ed in autosufficienza il Great Sand Sea desert, in Egitto. Nel
dicembre dello stesso anno attraversa per primo il deserto egiziano Gilf el Kebir.
Ad ogni impresa Stefano alza l’asticella, in una continua sfida con sé stesso.
Nel 2008 attraversa il Kharafish desert, sempre in Egitto. Questa volta decide di
farlo in velocità, riposandosi il meno possibile e marciando anche di notte. Percorre
200 km in 44 ore!
Nel 2011, un’altra impresa leggendaria. Nel Sahara egiziano stabilisce il nuovo
record del mondo di 10 maratone no stop. Percorre 422 Km in 52 ore e 30 minuti.
Nel 2012 attraversa in 38 ore la depressione di Qattara, 250 km che decide di
percorrere senza acqua e senza cibo.
Ora, dopo sei anni di pausa, il runner risponde nuovamente al richiamo del deserto.
Stefano, che fin dalle prime avventure è stato seguito dal Centro Marathon del
dottor Gabriele Rosa, con il quale c’è tuttora una reciproca collaborazione, si
appresta ad intraprendere l’ennesima sfida contro sé stesso. Ancora una volta il
runner proverà a spingersi oltre, spostando un po’ più in là l’orizzonte dei suoi limiti.

Nell’antica terra delle tribù nomadi di Taragalte
All’estremo sud-est del Marocco c’è una zona estremamente arida e inospitale che
abbraccia quattro deserti di sabbia e due altopiani rocciosi, ed è attraversata dal
letto asciutto del fiume Draa.
È qui, a pochi passi dall’Algeria, che ha inizio il leggendario deserto del Sahara. In
questo scenario di grande bellezza è programmata la nuova avventura di Stefano
Miglietti. Il runner cercherà di concatenare quattro erg, vasti territori di dune di
sabbia, e due altopiani rocciosi, seguendo un percorso mai affrontato da nessuno.
Neppure dai nomadi locali, che si tengono ai margini di questi erg. Stefano, invece,
li attraverserà nel mezzo, passando dove nessuno ha mai osato passare.
Stefano marcerà per 550 km e dovrà al contempo affrontare un notevole dislivello
positivo. Un percorso estremamente lungo, disseminato di difficoltà legate al
terreno, in un alternarsi di pietrisco e sabbia, e a una morfologia che muta più volte
al giorno per effetto del vento che muove letteralmente montagne di sabbia.
L’avventura avrà inizio sabato 3 novembre dal villaggio di M’Hamid el Ghizlane, un
tempo chiamato Taragalte. Qui inizierà la lunga marcia che prevede
l’attraversamento degli Erg Ezzahar, Smar, Chegaga e Lihoudi. Tra una formazione
sabbiosa e l’altra il runner percorrerà l’arido letto del fiume Draa, il lago prosciugato
Iriki, la piana desertica di Foum Zguid e di M’Hamid. Stefano concluderà questa sua
lunga avventura nell’antica Kasbah di M’Hamid.
Come tutte le avventure di Stefano, anche questa avrà un risvolto benefico. Dalla
marcia negli erg marocchini nasceranno importanti iniziative a sostegno di due
associazioni che operano nel sociale, Valtrompiacuore, sodalizio che si occupa di
prevenzione delle malattie cardiovascolari, ed ESA Educazione alla salute Attiva,
un’associazione di donne impegnate nella sensibilizzazione alla cura della propria
salute, con particolare attenzione alla prevenzione del tumore al seno in età
giovane.

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